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 Lic. DAEN Romina Perez

 

1.   Il Programma di Screening in Italia (Emilia Romagna):

1.1.        Presentazione:  Dalla prima metà degli anni ‘90, l’Assessorato alla sanità della Regione Emilia-Romagna, ha promosso un programma di screening  gratuito per la prevenzione del  tumore della mammella, proponendo controlli programmati alle donne nelle fasce di età (50-69 anni) in cui il rischio di ammalarsi è più elevato rispetto alla popolazione generale e più alta è anche la possibilità di diagnosi precoce e di cure più efficaci.

 1.2.        Il  Programma di Azione per la Prevenzione e il Controllo del Cancro alla Mammella e la situazione  del screening della mammella in Emilia Romagna: Il programma di screening è un intervento sanitario di prevenzione secondaria il cui obiettivo è, attraverso la diagnosi di una fase precoce della malattia, intervenire tempestivamente per facilitare la guarigione e ridurre la mortalità per causa specifica:

a) garantendo a tutta la popolazione in fascia di età considerata a rischio l’offerta attiva dei test di screening e degli eventuali approfondimenti necessari;

b) individuando lesioni precancerose ed eseguendo l’idoneo trattamento al fine di ridurre il numero di neoplasie infiltranti;

c) individuando neoplasie a uno stadio sempre più precoce per garantire la tempestività del trattamento e la migliore qualità di vita.

 1.3.        Modello operativo del Screening Mammario e il controllo di quialita: Il programma di screening e  indicato nel Piano per la prevenzione 2005-2007 della Regione Emilia-Romagna  e portato avanti dalle singole Aziende USL insieme alle Aziende ospedaliere garantisce l’impegno delle strutture sanitarie  per i primi accertamenti,  per tutti gli eventuali successivi approfondimenti e per l’assistenza necessaria.

Attualmente e monitorato con indicatori e standard di riferimento per la valutazione di qualità, efficienza ed efficacia. Col il programma  si ha istituito un gruppo regionale di coordinamento e  di lavoro  per  definire criteri e metodi per valutare e sorvegliare il processo di screening;  strutturare percorsi diagnostico-terapeutici;  verificare la qualità degli interventi attraverso l’azione di aggiornamento e di confronto dei professionisti impegnati nel programma. La  osservanza degli indicatori e standard definiti garantisce un’ equità: tutte le donne dell’Emilia-Romagna hanno la stessa possibilità di accesso, la stessa tempestività di azione, lo stesso livello qualitativo tecnologico e professionale.

In Emilia-Romagna, per garantire l’equità d’accesso  si hanno svilupado  varie azioni come:

a) Il sistema di chiamata agli screening,  che non si rivolge esclusivamente alle donne residenti, include anche le domiciliate per la necessità di interventi mirati a favorire la partecipazione delle popolazioni immigrate ai programmi di sanità pubblica, per esempio attraverso il coinvolgimento di mediatori culturali e l’istituzione di contatti con i rappresentanti dei diversi gruppi etnici[1];

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